21 Marzo 2025 – Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

La legge 8 marzo 2017, n. 20, ha previsto, all’art. 1, l’istituzione della «Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie» fissandone, altresì, il riconoscimento della ricorrenza da parte della Repubblica il giorno 21 marzo di ogni anno.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’ambito della propria missione istituzionale, in coerenza con quanto previsto dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica in materia di educazione alla legalità, contrasto alle mafie e cultura del rispetto, e in attuazione di quanto previsto dalla citata legge, sostiene la partecipazione delle Istituzioni scolastiche e le iniziative finalizzate alla costruzione, nelle giovani generazioni, di una memoria delle vittime delle mafie e degli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia recente e i successi dello Stato nelle politiche di contrasto e di repressione di tutte le mafie.

In data 21 marzo 2025, nell’ambito della “30ª Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, pubblichiamo un contenuto realizzato dalla nostra studentessa Simona Gavina attraverso il quale vogliamo ricordare Maria Chindamo, vittima innocente di n’drangheta.

 
 
Il 23 Maggio 2024, in occasione della giornata della Legalità, abbiamo incontrato Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, assieme al quale abbiamo ripercorso la storia di vita e giudiziaria legata alla scomparsa della donna. L’incontro è stato voluto e moderato dal prof. Leone Raul Tolisano, referente d’Istituto per la promozione della Legalità.
 

Maria Chindamo (Laureana di Borrello, 7 giugno 1974 – Limbadi, 6 maggio 2016) è stata un’imprenditrice calabrese, vittima innocente di ‘ndrangheta.

 

Sposata con Ferdinando Punturiero, il marito si tolse la vita il 6 maggio 2015 a seguito della decisione dell’imprenditrice di chiedere la separazione, motivo per cui, per la famiglia di lui, la responsabilità del suicidio era della moglie.

La scomparsa
A un anno esatto di distanza dal suicidio del marito, Maria venne rapita davanti all’ingresso della sua azienda agricola in contrada Carini di Località Montalto, dove doveva incontrare alcuni dei suoi operai.

L’automobile della donna venne ritrovata, ancora col motore acceso, dinanzi al cancello della proprietà. Sia sul mezzo che su un muretto, gli investigatori rinvennero tracce di sangue e capelli. Ad avvisare il fratello Vincenzo della scomparsa fu un dipendente, che con molta calma chiese: «Qui c’è l’auto di Maria sporca di sangue ma lei non c’è. Come mai?»

 
I Cento Passi (2000) 
Regia di Marco Tullio Giordana
Con: Luigi Lo Cascio, Claudio Gioè e Paola Pace

Alla fine degli anni Sessanta a Cinisi, un piccolo paese siciliano, la mafia domina e controlla la vita quotidiana oltre agli appalti per l’aeroporto di Punta Raisi e il traffico della droga. Il giovane Peppino Impastato entra nel vortice della contestazione piegandola, con originalità, alle esigenze locali. Apre una piccola radio dalla quale fustiga con l’arma dell’ironia i potenti locali fra i quali Zio Tano (Badalamenti). Peppino verrà massacrato facendo passare la sua morte per un suicidio.

 
La pellicola ha vinto un premio ai Nastri d’Argento, ha vinto 4 David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Venezia, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office I cento passi ha incassato 3,3 milioni di euro.